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Ammontano a 110 miliardi di euro i fondi strutturali per il 2007-2013, di cui 25,58 miliardi a
carico dell'Ue. Il resto arriva dai co-finanziamenti nazionali che si affiancano ai fondi strutturali
comunitari e dal Fas, il Fondo per le aree sottoutilizzate. Quest'ultimo finanzierà i Programmi
operativi nazionali (Pon) che interessano istruzione, ricerca, competitività, sicurezza e
infrastrutture. Sono le cifre fornite dal sottosegretario al ministero dello Sviluppo, Filippo
Bubbico.
Per Bubbico "i fondi strutturali Ue per il Sud, rappresentano una straordinaria
opportunità, in particolare per la Sicilia. La passata programmazione - aggiunge - ha conseguito
risultati apprezzabili, ma anche opportunità sprecate. Per far leva sui nuovi mercati - conclude -
bisogna aiutare l'impresa a crescere e attivare dinamiche di sviluppo locale che vedano
protagonisti i territori". Il vice presidente di Confindustria, Ettore Artioli, suggerisce che "siano
le imprese a gestire direttamente i fondi per l'internazionalizzazione previsti da Agenda 2007-
2013".
Artioli propone di utilizzare i fondi "sugli obiettivi di grande impatto strategico", quali la
logistica, la portualità, il turismo, l'agroalimentare e l'internazionalizzazione delle imprese, e
invita la politica "a farsi da parte", perché le imprese possano riaffermare il loro protagonismo
proponendo che i fondi "siano legati ai risultati". Per Artioli è necessario evitare gli errori del
passato, "specialmente risorse e degli obiettivi, se vogliamo emulare i successi raggiunti da aree
della Spagna, del Portogallo e della Francia".
La classifica di mediterraneità, realizzata dalla
Camera di commercio di Palermo, vede al primo posto tra i grandi centri Milano, al decimo
Roma e al ventiquattresimo Napoli.
[ Fonte: Il Denaro ]